9
novembre 2016

Il diavolo usa olio di palma

Senza olio di palma! Da un po’ di tempo le pubblicità dei più disparati prodotti alimentari sono accomunate da questo slogan, anche prodotti che non ne hanno mai contenuto si affrettano a precisarlo: da sempre senza olio di palma. L’olio di palma è stato bandito da molte industrie alimentari ed ora viene considerato praticamente una diretta emanazione del demonio.

Sia chiaro, l’olio di palma non è certo tra i grassi più salutari che si possano utilizzare ed inoltre la coltivazione intensiva di palme da olio sta procurando non pochi problemi in molti paesi: dalla deforestazione, alla riduzione della biodiversità di specie vegetali e, conseguentemente, animali, fino alle condizioni di vita degli abitanti delle zone di coltivazione che spesso si ritrovano ad essere sfruttati per ben miseri compensi … quindi ben venga la sua sostituzione con altri oli e grassi!

Ma … c’è sempre un ma:

  • non è altrettanto salutare proiettare sull’olio di palma tutti gli aspetti negativi di un’alimentazione spesso così artefatta, che gli ingredienti “naturali” vi compaio in ben misere percentuali;
  • non è risolutiva, per problemi quali l’aumento di colesterolo o le patologie cardiovascolari (solo per citarne alcune), la sola eliminazione dell’olio di palma se non viene sostituito in modo adeguato … viene enfatizzato quello che viene tolto, non sempre è altrettanto chiaro con cosa venga rimpiazzato;
  • non è vero che questo tipo di cambiamento operato sui grassi, trasformi in salutari prodotti che continuano a contenere additivi, conservanti e coloranti di varia natura in percentuali significative;
  • non è utile al pianeta abbandonare le coltivazioni intensive di palme da olio … se poi vengono sostituite con coltivazioni intensive di altre piante, o con disboscamento propedeutico all’allevamento intensivo di animali.

Insomma, anche per l’olio di palma come per qualsiasi altro ingrediente, sia a tavola che nella vita, addossare ad un’unica cosa tutti gli aspetti negativi potrà magari alleggerirci la coscienza per un po’ … ma non risolve niente. Di fianco a oli ottenuti da processi che sfruttano al massimo tutta la filiera, terreni – piante – persone e che esprimono quindi “il peggio di sé”, ci sono oli ottenuti da procedimenti più rispettosi, che danno un prodotto più “sano”. Anche per l’olio di palma vale la tesi che prevede che non siano le palme o il loro olio a essere buoni o cattivi, ma l’uso che ne facciamo e le quantità che ne consumiamo.

Quindi non limitiamoci a togliere l’olio di palma dai nostri cibi, ma cominciamo a porre davvero attenzione alla nostra alimentazione. Come ha detto Feuerbach “Siamo quello che mangiamo”!

Da Eliana Sabatini
Categoria: Blog