pasqua 1
16
aprile 2017

La Pasqua e i suoi mondi emotivi

L’aria festosa, le campane che suonano, fiori ovunque e uova colorate: è Pasqua!

Anche questa festa porta sulle nostre tavole ogni ben di Dio e non c’è luogo che non abbia i suoi cibi tradizionali: minestre, sformati, arrosti, verdure e, naturalmente, dolci in abbondanza.

Da qualche anno, però, c’è un intenso dibattito che riguarda un particolare piatto, tipico di questa festa, che è comune a moltissime parti d’Italia: l’agnello!

La polemica vede da una parte gli animalisti, che sottolineano la “giovanissima età” di questi animali macellati già a un mese di vita, e dall’altra i tradizionalisti, che non vedono ragioni per rinunciare a questo piatto tipico, nelle sue varie preparazioni diverse da un posto all’altro.

Non solo i vegetariani si ergono a difensori degli agnelli, anche molte persone che mangiano regolarmente carne rifiutano però di mangiare carne di agnello.

La campagna pro o contro il consumo di agnello a Pasqua comincia già dall’inizio della quaresima, ognuna delle due fazioni sostiene le sue argomentazioni in molti modi e il dibattito sugli agnelli inonda tutti i canali mediatici, sui social in particolare è tutto un susseguirsi di immagini di agnellini saltellanti o, al contrario, grigliate e ricette varie per arricchire la tavola di Pasqua.

Ma perché proprio gli agnelli suscitano così accese discussioni? Perché, ad esempio, i maialini da latte, che pure vengono macellati ad un’età molto simile a quella degli agnelli, non hanno un così largo seguito di difensori?

L’agnello non è solo un cucciolo, oltre a ciò è anche un animale mite ed è di colore bianco … un simbolo perfetto per la rinascita, il tema centrale della Pasqua! Il suo mantello bianco ci richiama l’innocenza e la purezza, il suo muso ha un’espressione tenera e dolce e il suo saltellare, almeno nelle immagini che solitamente vediamo, richiama i giochi e l’irrequietezza dei bambini. Per questo motivo anche persone che mangiano carne sono restie all’idea che questo animale in particolare venga ucciso.

Ma per lo stesso motivo l’agnello è uno dei simboli del sacrificio e nella maggior parte dei casi, nelle tradizioni che lo prevedono, gli animali sacrificati sono poi destinati al banchetto.

Insomma, anche dietro la scelta di mangiare o non mangiare l’agnello a Pasqua c’è un vasto mondo emotivo. Ognuno di noi è più colpito da un aspetto piuttosto che da un altro e la decisione, quale che sia, come al solito parla molto di chi la prende.

Da Eliana Sabatini
Categoria: Blog