24
agosto 2017

Mangiare di notte

Mangiare di notte è una cosa che succede a un gran numero di persone. Cerchiamo di capire perché.

“A cosa mi serve mangiare solo verdure a cena se poi di notte mi sveglio e mangio in modo compulsivo quasi una mezza ciambella?” Questa la domanda che un’amica ha postato sulla chat del nostro gruppo. Gran bella domanda, che ha subito stuzzicato il mio interesse.

Alzarsi la notte e ritrovarsi, chissà come e chissà perché, con lo sportello del frigorifero o della dispensa aperti è una cosa che capita a tanti; la notte ci svegliamo per il caldo … o per un rumore che viene dalla strada … o forse per colpa di una zanzara che ha deciso di tormentarci, ci alziamo e … ci ritroviamo in cucina! Magari inizialmente ci diciamo che ci serve solo un bicchiere d’acqua, ma poi il fascino del frigorifero esercita su di noi un’attrazione fatale e non ci resta che cedere! Naturalmente questo non succede solo d’estate, in inverno a svegliarci sarà qualcos’altro ma il risultato non cambia: ci alziamo, apriamo il frigorifero e mangiamo qualsiasi cosa sia a portata di mano.

La mattina dopo, nel tentativo di tacitare i sensi di colpa, a volte ci giustifichiamo ritenendo di aver fatto una cena troppo leggera, insomma ci raccontiamo di esserci svegliati per la fame! Non spenderò tante parole per confutare questa teoria, sappiamo tutti che non è vero!

È vero invece che a un disagio notturno che provoca il nostro risveglio, reagiamo con un’azione che, razionalmente, non parrebbe rappresentare una soluzione al problema: se ci ha svegliato una zanzara mangiare non la farà andare via – se ci ha svegliato l’antifurto di un’auto mangiare non lo spegnerà – se ci ha svegliato un incubo mangiare non ci garantirà bei sogni, anzi potrebbe anche peggiorare la situazione; eppure il meccanismo è automatico e, quindi, inconsciamente lo consideriamo la cosa giusta da fare in quella circostanza.

Mangiare risolve dunque tutti i problemi? Certo che no, anzi spesso ne crea di nuovi o peggiora quelli esistenti, se lo facciamo in modo compulsivo. Ma non possiamo trascurare il fatto che tutto questo avviene di notte, quando la nostra razionalità e la nostra volontà dormono. Come tutti sperimentiamo ogni mattina i tempi del risveglio non sono gli stessi per la totalità del nostro essere, magari possiamo subito camminare e usare le mani, non sempre proprio come vorremmo, ma ci serve un po’ più di tempo per fare attività leggermente più complesse come ad esempio decidere come vestirsi o programmare la giornata.

Quindi quando qualcosa ci sveglia nel cuore della notte siamo perfettamente in grado di alzarci e andare in cucina, facilmente apriamo il fatidico sportello del frigorifero e non abbiamo nessun problema ad afferrare e portare alla bocca quella fetta di dolce rimasta dalla cena, che magari avevamo pensato di mangiare a colazione, ma chiedersi se è il caso di mangiarla, valutare le difficoltà digestive conseguenti e decidere che non è il caso … questo è troppo!

Inoltre è risaputo che la notte si prediligono i dolci o i cibi da mangiare con le mani, difficilmente ci metteremo ad apparecchiare la tavola, anzi si mangia spesso in piedi davanti allo sportello aperto; in ogni caso ben raramente di notte apriamo il frigorifero per prendere una mela o una carota, quindi è probabile che la nostra incursione notturna in cucina vanifichi i buoni propositi dell’alimentazione diurna.

La mattina dopo, invece di cercare giustificazioni improbabili, è molto più utile cercare di capire perché il nostro sonno è stato disturbato; infatti se di fronte a eventi esterni, come la zanzara o l’antifurto, non abbiamo molto da poter fare o pensare, quando il sonno è disturbato da incubi o le preoccupazioni ci rendono insonni possiamo cercare di affrontare il problema “alla luce del sole”, momento molto più proficuo per questo scopo.

Possiamo anche chiederci con quale criterio abbiamo scelto la nostra alimentazione diurna, perché non è improbabile che quello che di giorno etichettiamo come “dannoso” di notte assuma tutt’altro aspetto … e reclami il suo spazio.

Non lasciamo che le nostre scelte diurne debbano essere “compensate” in modo inconsapevole dalle nostre attività notturne, la notte è fatta per riposare e rigenerarsi!

 

Da Eliana Sabatini
Categoria: Blog