8
febbraio 2016

Mangio, non mangio, mi esprimo. Intervista ad Eliana Sabatini.

“EAT ME” è un recente docufilm che indaga il fenomeno dei disturbi alimentari. Sul tema del film abbiamo intervistato Eliana Sabatini.

Eliana Sabatini è la counselor che inventato Ci-boh?!®, il percorso utile per chi ha problemi legati all’alimentazione e al cibo. Ha accettato di commentare con noi alcuni spunti dell’ articolo dedicato a EAT ME che è possibile leggere qui.
Nel docufilm si parla di DCA. Con il metodo Ci-boh?! è possibile contrastare o ridurre i Disturbi del Comportamento Alimentare?
Eliana Sabatini: Ci-boh?! è un metodo molto flessibile in grado di potenziare qualsiasi approccio alimentare, aumentando notevolmente le possibilità di successo. Parlando di una patologia è ovviamente indispensabile la competenza e la professionalità di un medico, ma anche in questo caso Ci-boh?! può dare un notevole contributo e potrebbe peraltro essere utilizzato come competenza aggiuntiva dal medico stesso.
Un dato da commentare: nel 2014 in Italia si sono contate più di tre milioni di persone colpite da anoressia e bulimia. Qual è il tuo punto di vista?
Eliana Sabatini: Questo tipo di patologie esprime un disagio sociale ormai molto diffuso, e le persone che ne sono colpite utilizzano il cibo come strumento per esprimere questo disagio. Il cibo è irrinunciabile e il rapporto con esso è specchio del rapporto che abbiamo con noi stessi, un rapporto molto intimo e in quanto tale molto delicato. Si può desumere, da questo elevato numero di persone con disturbi del comportamento alimentare, che il rapporto con noi stessi sia sempre più difficile e problematico.
Cosa significa la tua frase: “Quando il cibo è un problema, il cibo è la soluzione”?
Eliana Sabatini: L’idea che sta alla base del metodo Ci-boh?! è che scegliendo di mangiare questo o quel cibo ognuno di noi esprime in modo immediato ed autentico la propria personalità. Partendo da quest’idea possiamo sperimentare anche il percorso inverso: se ad esempio mangio pasta per dare spazio alla mia creatività, il “problema” dato dal mangiarne troppa trova la sua “soluzione” proprio con l’espressione di quella stessa creatività.

 

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Da angelo simone
Categoria: Notizie