short fasting
22
luglio 2016

Short Fasting. Intervista a Eliana Sabatini

“Short fasting” è il termine inglese che indica il digiuno breve, quello compreso tra 15 e 18 ore. Ne parliamo con Eliana Sabatini.

I nutrizionisti stanno compiendo ricerche e studi che documentano i benefici dello “short fasting”, un digiuno di 15 o 18 ore, che si pratica saltando la cena per 1 o 2 giorni a settimana. Su questo tema abbiamo rivolto alcune domande a Eliana Sabatini, counselor e ideatrice di Ci-boh?!®, il percorso utile per chi ha problemi legati all’alimentazione e al cibo.

Perché sentiamo il desiderio di digiunare?

Eliana Sabatini: il nostro corpo è perfettamente in grado di comunicarci le sue necessità, compresa quella di una “sosta” ogni tanto per smaltire al meglio tutto quello che mangiamo, non sempre però siamo sintonizzati sulla sua lunghezza d’onda e le sue richieste rischiano di passare inosservate. È questo il momento in cui la necessità di depurarci un po’, può manifestarsi anche con l’improvviso desiderio di un breve periodo di digiuno.

Esiste un significato simbolico legato al digiuno?

Eliana Sabatini: il digiuno è simbolo di pulizia e purificazione. In moltissime tradizioni religiose e non, i nuovi inizi, i rituali di passaggio o le vigilie di eventi importanti vengono accompagnati da pratiche di digiuno più o meno prolungato. Il digiuno ci purifica e ci aiuta a focalizzarci maggiormente sulla nostra interiorità, le nostre risorse e i nostri talenti, strumenti indispensabili per affrontare con fiducia nuove sfide o piccole e grandi prove.

Cosa consigliare a chi decide di praticare il digiuno breve?

Eliana Sabatini: il digiuno breve non presenta nessuna difficoltà fisica, qualsiasi persona che non abbia particolari patologie lo può praticare senza problemi. L’idea di non mangiare, anche solo per un pasto, può però scatenare l’ancestrale e irrazionale paura di non avere nutrimento sufficiente. Certo per i nostri antenati questa era una paura molto concreta, perché non era affatto scontato riuscire a mangiare ogni giorno … ma oggettivamente oggi e in questa parte del mondo questo non è un problema. Tuttavia il nostro cervello rettile è tarato sul “mangia tutte le volte che puoi” e l’idea di saltare un pasto lo sconcerta. Quindi quando è questa paura che subdolamente si insinua in noi, non è con i ragionamenti che riusciremo a tacitarla. La mossa vincente è l’ascolto “vero e pieno” del corpo … che ci permetterà di sentire che in quel momento non c’è nessun bisogno di mangiare! Se la consideriamo una vacanza per il nostro apparato digerente, possiamo farlo con tranquillità e con ottimi risultati.

Info e approdondimenti

segreteria@ci.boh.it

Da Eliana Sabatini
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